Ogni goccia di pioggia profuma di ricordi

Sto per uscire da lavoro e inizio a sentire le prime gocce cadere. Il cielo è stato grigio tutto il giorno, e me l’aspettavo che prima o poi la pioggia avrebbe rigato il parabrezza della mia auto. Infatti appena salita è iniziata, giusto in tempo per non bagnarmi.

In quell’istante, ho sorriso, la pioggia mi emoziona; mi piace proprio! Ha se mi sentisse mio padre!

Già, perché da sempre la pioggia ha rappresentato “il male” per chi un intera stagione cura i propri campi che sono la benzina che ti permette di mangiare ogni giorno… ma poi, all’improvviso arriva e si corre il rischio di perdere tutto. E per me, che sono cresciuta tra pomodori, peperoni, meloni, e tanto altro, la pioggia era, e lo è tutt’ora una cosa negativa. Ma nonostante tutto non c’è lo fatta ad odiarla, anzi con il passare del tempo la amo sempre di più. Ho sempre creduto di essere un inguaribile romantica, e lo sono, ma non è quella la motivazione che mi fa adorare quel cambiamento climatico.

Ed oggi, mentre tornavo a casa ho capito perché. Era così semplice, come tutto nella vita, e mi andava di scrivere un pezzetto di me. Di quella Anna che ha voglia di conoscere tutto, anche scoprire perché ama la pioggia.

La pioggia, non è altro che un fastidio, che sconvolge la normalità di tutti, come la mia. Perché se devo uscire non so mai cosa mettere, oppure perché potrei bagnarmi. Perché dopo la pioggia l’aria si inumidisce e i capelli cambiano stato e diventano ingestibili. Perché il sole nel cielo è oscurato da mille nuvole nere e sembra che è notte ma non lo è. Perché se devo uscire a fare spesa, e non ho la fortuna di avere un centro commerciale dove parcheggiare al coperto e fare tutto in tranquillità, devo organizzarmi con un ombrello che poi quando uscirò sarà d’ostacolo al rientro in macchina con tanto di buste piene. Perché devo correre a chiudere tutte le finestre di casa o dell’ufficio, altrimenti si bagnano i vetri, o entra l’acqua e se il bucato è steso fuori, aiutooooooo di corsa a mettere a riparo tutto.

Ma la pioggia a me piace Ugualmente ed anche tanto.

La pioggia è legata alla mia infanzia, ed in particolare al periodo estivo. Quando nei campi ci sono i pomodori, che nel momento stesso in cui arrivano a maturazione devono essere raccolti, è una specie di corsa contro il tempo. Ma se piove….

Quando piove si spaccano, marciscono e peggio ancora si raccoglie anche se è bagnato. Ma quando arriva, arriva. Quando inizia a scendere la prima goccia, ci si ferma, non si può lavorare sotto l’acqua. E se piove tanto, ma proprio tanto, ci si ferma anche un intero giorno. Ecco è proprio questo, mi piace la pioggia proprio per questa motivazione. Quando piove a casa mia, e maggiormente nei ricordi della mia infanzia, la frenesia lavorativa che prevale, si arrende alla pioggia. In quel momento si sta tutti a casa. Tutti assieme, è come se la pioggia crea una specie di clima natalizio, come a sentire un po’ più il profumo di famiglia.

Lo sapevo che non era semplice romanticismo.

Se penso alla pioggia da questo punto di vista capisco quanto la natura sia perfetta. Non potrei immaginare trecentosessantacinque giorni di solo sole. Perché è come credere che la vita perfetta è quella in cui va sempre tutto bene. Ma la realtà dei fatti è che nella mia vita, come in quella di ognuno, la pioggia arriva e mi costringe a fermare. Ed è un bene. Mi fermo, mi rilasso, magari leggo un libro oppure guardo un film.

Ho capito che accettare il cambiamento è la chiave di tutto. E la pioggia è cambiamento, e non me ne ero mai accorta. Non è disagio, solo perché sconvolge la normalità. Ho capito che la regola è la pioggia, la normalità è la pioggia, il cambiamento è la normalità.